Vangeli delle domeniche e commento a cura di Alberto Furlanetto
06 SETTEMBRE 2026
XXIII del tempo ordinario
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,15-20
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Commento
Iniziamo la lettura (e la meditazione) del capitolo 18 del vangelo di Matteo. È il quarto discorso di Gesù riportato dall’evangelista (il primo è il discorso della montagna, capp. 5-7; il secondo è il discorso missionario, cap. 10; il terzo è il discorso sul Regno di Dio, cap. 13) è tutto il capitolo è teso ad ‘illustrare’ l’esperienza di vita dei discepoli. Fin da oggi (questo capitolo ci accompagnerà anche domenica prossima), Gesù mette in chiaro che é Dio (cioè lui, il Padre e lo Spirito) il centro e la ragione della nostra vita. Gesù ci invita a vivere nel mondo col cuore, però, rivolto a Lui. Perché Lui è….la nostra vita è ci chiede di vivere e di organizzare i nostri rapporti alla Sua luce perché è Lui (come già dicevo) la ragione della nostra vita. La mia, la tua, la nostra….la mia vita privata e sociale e la nostra vita di società civile del XXI secolo.
Alla fine del brano odierno, Gesù ci dà una grande consolazione: ci dice che Dio non è nel suo regno di beatitudine, lontano da noi, ma vuole essere al nostro fianco e camminare con noi. Non siamo soli perché Dio è con noi sempre! (e questa è la
13 SETTEMBRE 2026
XXIV del tempo ordinario
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,21-35
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose:
«Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti
restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse
restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Commento
Siamo di fronte ad un modo di comportamento che dovrebbe caratterizzare noi credenti in Cristo Gesù.
Non illudiamoci: a ciascuno di noi, Dio perdona molto, in maniera forte e decisiva quando ci accostiamo al Sacramento della Riconciliazione, ma anche nel normale andare della vita.
Una preghiera dice: ‘… che dimostri la tua onnipotenza nella misericordia e nel perdono…’, noi nell’essere raccolti, ricamati e Ri-festeggiati facciamo vera esperienza di chi è Dio e come si comporta nei nostri confronti.
E poi dobbiamo riversare questa consolazione agli altri che, crediamo, sono realmente nostri fratelli e sorelle.
Non è buonismo, è vedere le altre persone con gli occhi di Dio.
Dio manifesta la sua onnipotenza guardando il cuore dell’uomo e della donna: siamo chiamati a fare altrettanto, anzi di fare dell’amore fraterno la regola basilare della nostra vita.

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